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Home Poesie Dialettali
Dialettali 1 aprile 2013 · lettura 2 min · 1058 letture

Ai tusann del ‘37

M
Morini Gianfranco 111 poesie pubblicate
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Si nassù in da la cüna in quel dì tra rumur da guera luntana, ma basà in frunt dal sô e da la lüna. Si cressù sensa al bumbas cunt al scalfarott da lana frusta ca gratava i gamb frecc ma ben faj, sensa grill in dal cô, cunt i pèe per tera. Ma i caress e i muin de dona fada ve faseven preferì ne la brigada. Sprissen dai oeucc amour e simpatia e sensa vialter manca semper l’armonia. In cô i cavej gris ve fan da cumpagnia scundù da la vernis e l’allegria. La gioventù la purtì da denter, ma quand sem insema la sbroffa fora. Balem tousann che la vita l’è bela vialter restì di fiour profümàa anca d’autünn, un vin d’annada ca te fàa ciapà la cioca. Traduzione: “ALLE RAGAZZE DEL 37” Siete nate nella culla in quel giorno tra rumori di guerra lontana ma baciate dal sole e dalla luna. Siete cresciute senza la bambagia con le calzine di lana frusta che grattava le gambe fredde ma ben fatte, senza grilli per la testa, con i piedi per terra. Ma le carezze e le moine di donna fatta vi facevan preferire nella brigata. Sprizzano dagli occhi amore e simpatia e senza voi manca sempre l’armonia. In testa i capelli grigi vi fanno compagnia nascosti dalla tinta e l’allegria. La gioventù la portate dentro ma quando siamo insieme sprizza fuori. Balliamo ragazze, la vita è bella. Voi restate per noi fiori profumati anche d’autunno, un vino d’annata che ti fa prendere la sbronza.
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L'autore
Morini Gianfranco

Le sue prime raccolte di poesie (“Riflessi dell’occhio e della mente”,“Scampoli dell’iride” e “Un fiore tra le stoppie”) tendono alla ricerca della perfezione della lingua. In esse l’autore cerca di coglierne la musicalità, il colore, il valore delle espressioni dettate da stati d’animo intensamente vissuti in situaz

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano2 aprile 2013

E' poco presente, in questo sito, la poesia in dialetto milanese, sopraffatta da quella in napoletano, in siciliano, in romanesco, ed è un peccato. Anche se sono poco esperto di questo dialetto, esso mi appare dotato di una superficiale ruvidezza che meglio preserva, senza esibirla in modo sfacciato, una profonda dolcezza interiore. In questa poesia appare davvero sincero l'omaggio che il poeta rende alle sue concittadine non più giovani esteriormente, ma senz'altro ancora nell'anima, nel cuore e nei sentimenti.