Ho trascorso
una strada di divieti
posti negli spazi intercalanti
tra un rifugio e l’altro
con gli occhi sorpresi
come una luce sui misteri,
ho sofferto
il morso dello sguardo
che attacca i giorni
giocando
coi sentimenti teneri,
ho tastato con le mani
la siccità che incombe,
ho venduto
all’apatia del tempo
la sete di silenzio
nel deserto affollato di parole...
sul giaciglio dell’onda
la sera disteso
scolpisco d’un tratto
lo spazio che si frange
sull’urlo
del dente cariato
tra due lingue
che giocano all’amplesso.
©
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