Offesa
Eppur infierisce sull'anima lesa
la pena che dà, con maestria, l'offesa.
Fido compagno di si tanta empietà
solo l'orgoglio e la sua vanità.
Poi si ripara in fragili istanti
e le paludi si fan distanti.
Ma l'occhio rivuol la sua libertà
se con l'inganno ancor mira realtà.
La ragione, data per vinta
si dona al desio poco convinta.
Alla bocca rimane l'amaro sapore,
al cor pozze di salato rancore.
Ora le lacrime, corron scontente
purifican le idee e asciugan la mente,
allora l'idea rifugge in convento
a scartar l'ardore dell'agire contento.
Alla fine di sì fatta sventura
resta l'offesa alla nobil natura.
Dell'uomo puro s'è persa traccia
della viltà, al fin, beffarda faccia.
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L'autore
Massimo Curzi
" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.
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