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Famiglia 12 novembre 2005 · lettura 2 min · 1232 letture

Alla sala parto dell’Ospedale Civile di Brescia

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Marcello Esposito 110 poesie pubblicate
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Un dolore immenso Stringeva il mio esule Corpicino. Mi sentivo spingere Ma non capivo Cosa stesse succedendo. In un attimo Vidi un chiarore accecante In lontananza. Poi raggiunsi quel chiarore E capii che era luce. Sentivo la mamma Che urlava, non avevo mai sentito la mamma urlare. Non sapevo Se le urla Fossero bene o male… Forse la mamma Provava male Come me. Una bella signora Mi stava prendendo… Ma c’erano più signore Attorno a me. Una di loro Mi ha liberato Da un fastidio Dentro la pancia È ho pianto per il male. Un’altra signora Mi ha fatto conoscere La mamma. E’ bella La mia mamma. La signora Mi ha preso E mi ha lavata. Ma c’era anche un signore Con loro E sono stato con lui in braccio: ho scoperto chi è il mio papà. Ho chiesto al papà Di ringraziarvi Per avermi aiutato A nascere. Ringrazio la signora Che mi ha preso la testina, la signora che bagnava la mia mamma, la signora che ha tagliato la mamma per farmi uscire più comoda, e la signora che mi ha lavato e la signora che ha fatto le punture per non fare sentire dolore alla mia mamma.
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L'autore
Marcello Esposito

Nato a Brescia, cresciuto tra la Franciacorta e la Brianza, sotto i cieli lombardi ha lottato con le prime tensioni amorose. Affascinato dalla Capitale, ne sente la mancanza senza aver il coraggio di lasciare la terra bresciana. Impiegato presso la pubblica amministrazione è sempre stato ancorato alla poesia come "sal

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Commenti (1)

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Mauro Zappi12 novembre 2005

Beh, non si può dire che non sia originale... della serie, borne to be writer... Mauro