Quinto Orazio Flacco
Ausilia Giordano
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Ai piedi di un dolce declivio
ove al caldo sole di maggio
vezzeggiano fiorenti valli,
ho per te, Orazio,
un “angulus”,
che al sole osa carpire
il più splendente raggio
e della salubre aria mattutina
ti nutre e vivifica.
Un celato ameno spazio
che già da lungi ti seduce
e ti sorride.
Lì, degli uccelletti
gli insistenti festosi garriti
e i prosperosi nidi,
gli straordinari tonfi dei cigni
nelle luminose lacustre acque
potrai ammirare.
Delle voci degli amici
potrai immaginare il suono,
distinguerle ad una ad una
e prediligere
con ordine e misura
quelle che il tuo cuore
vorrà più ascoltare:
una pacata e serena,
una aspra ed austera,
una appassionata e ispiratrice,
una di rimembranze apportatrice,
una fluida e limpida
di cui dovrai rincorrere l’incalzare
se gli effluvi ne vorrai respirare.
Così rapito nel tuo “sentire”,
potrai vivere più mondi,
tutto con te aver
nel placido indagare e amare,
aspirare e creare,
in un mite vagheggiare.
©
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Ausilia Giordano
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