Pieve
Navate di colombe e archi miniati,
note e canne di antichi organi
rompono il silenzio dei miei passi.
Incenso e catene raccontano preghiere,
litanie e mani a girar rosari
su duri scanni e ossa fiacche di bestemmie.
Un Va pensiero di ostie,giubilo e corteo
moccichini avvolgono chiome e peccati,
paglie e vino lasciate fuori.
Porpore e sipari a custodire celati segreti,
confessionali dischiusi da aliti e bisbigli
a voler penitenze e orazioni.
E di legno e di croce e di ferro e di chiodi,
d'uno sguardo intarsiato e severo,
pone ombre a ceri e fiaccole attese.
Ora rimpatrio, tra ermi di marmo e fiammelle,
mi spingo tra panche e Vangeli,
torvo e staccato dai miei pensieri.
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Commenti (2)
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G
Grandesempre Giorgio3 aprile 2007
Forse alcune parole sono un pò troppo ricercate e alcune strofe un pò troppo complesse però hai ottime qualità!
R
Roberh3 aprile 2007
ancora una volta sono daccordo con grande.mi piace molto questo tuo scritto, soprattutto in certi versi che richiamano cosa già sentite e risentite ma tu le hai sapute rendere originali con certi artifici anche semplici ma efficaci.bravo!