Pillole d'ansia
Chiara Vacchieri
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Nella stanza dell'affanno
fredde pareti senza finestre
incamiciano a forza il tempo.
Incalza la pressione sulla pazzia
iniettandole gli occhi di spilli.
-Dove sei?
-Perché non arrivi?
In un labirinto di domande senza sbocco
si perde la calma.
Non c'é uscita per la voce.
Non c'é spazio per la sicurezza.
Non c'é posto per il respiro.
Il vuoto riempie l'ansia
di folli pensieri
che mancano d'aria e di luce.
E nella mente si fa buio.
Voglio polmoni ignifughi alle lacrime
da inzuppare come spugne nel vento.
Voglio occhi senza sbarre,
sí che la paura possa fuggire lontana
e non morirmi in gola
come un cane strozzato
che rantola contorcendosi nell'asfissia.
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L'autore
Chiara Vacchieri
Commenti (2)
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Alberto De Matteis5 giugno 2013
Una lirica forte e tanto vera, con quell'ansia che è capace di penetrarti nel fisico e nello spirito in maniera cosi profonda che non ti lascia respirare.
D
Delinquente10 giugno 2013
Angoscia, coinvolgente fino alla paura. Attenzione è l'anticamera della depressione. Mi son venuti brividi alla schiena, in ricordo. La lirica devo ammettere che è veritiera "ci si sente proprio così".

