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Sociale 9 giugno 2013 · lettura 1 min · 1203 letture

Fra gli alberi di Gezi park

Giovanni De Gattis 174 poesie pubblicate
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Come può l'oscurità di cieli impetuosi battere la lingua dolente sul ciglio di strade d'assedio e nella coltre di fumo chimico, placare il dissenso fluttuante, nei palpiti di giovani anime infuocate dalla scintilla della giustizia? Il silenzio li attornia, infame lamento nella cava di marmo dell'ostilità. Mentre bagliori d'essenza e roboanti frastuoni, scuotono l'inesistente dimentico, delle robuste braccia e vibranti, percuotono tamburi di gioia. Da terre lontane, accolgono l'invito e intonano il canto di protesta. O bella ciao, ciao... Immensamente armonizza, allo scoccare dell'ora, l'inno di resistenza, fra alberi amici di Gezi park e luci fraterne, dove ogni cosa ha senso. Pensare alla felicità di questi giorni sentenzia i lunghi anni d'attesa.
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La rivolta giovanile è l'essenza del nostro essere, è il ricambio della nostra pelle.12 ottobre 2013
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Giovanni De Gattis
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