Fra gli alberi di Gezi park
Giovanni De Gattis
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Come può l'oscurità di cieli impetuosi
battere la lingua dolente
sul ciglio di strade d'assedio
e nella coltre di fumo chimico, placare
il dissenso fluttuante, nei palpiti
di giovani anime infuocate
dalla scintilla della giustizia?
Il silenzio li attornia, infame lamento
nella cava di marmo dell'ostilità.
Mentre bagliori d'essenza e
roboanti frastuoni, scuotono l'inesistente
dimentico, delle robuste braccia e
vibranti, percuotono tamburi di gioia.
Da terre lontane, accolgono l'invito
e intonano il canto di protesta.
O bella ciao, ciao...
Immensamente armonizza, allo scoccare dell'ora,
l'inno di resistenza, fra alberi amici di Gezi park
e luci fraterne, dove ogni cosa ha senso.
Pensare alla felicità di questi giorni
sentenzia i lunghi anni d'attesa.
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Giovanni De Gattis
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