Da quando non ci sei più
Portami,
se ancora ti riesce,
alle giostre,
oppure sulle banchine dove
passano treni stranieri
su binari stranieri.
Accompagnami,
se ancora ne sei capace,
alla fine della mia strada,
oppure negli uffici solitari dove
riposano le cose abbadonate
da abbandonate persone.
Parlami,
se ancora parli la mia lingua,
fino a che finirà il mio vocabolario,
oppure fino a dove
vigila il silenzio
su silenziosi abissi.
Se il tuo incedere lieve
ha attraversato i millenni.
Se lievemente appari sempre ove sei indispensabile.
Se lasci orme segrete
sulla via dell'inseguimento a te.
Ti ho perso nella pioggia,
eppure credo che sia stata tu
a gettarmi su un rivolo.
Abbiamo sciolto il nostro semplice nodo,
ma oggi credo che fosse solo questione di tempo,
prima che si rompesse.
Lasciami riposare adesso,
su questa apatia contagiosa
e con i miei fantasmi.
Ti lascio una vita piena di certezze,
io non saprei che farmene.
Lasciami dormire adesso
su questo tappeto di dolci
e di nuvole.
Ti lascio le carte.
Giocaci,
oppure buttale
secondo il calendario delle raccolta differenziata.
Riprenditi il niente
che sembra tutto.
Riprenditi il tutto
che sembra niente.
Riprenditi qualcosa,
qualcosa di te dalla mia bacheca
e lascia, però, la polvere.
Se il tuo incedere lieve
ha attraversato i millenni.
Se lievemente appari sempre ove sei indispensabile.
Se lasci orme segrete
sulla via dell'inseguimento a te.
Non è per paura.
Forse, per consapevolezza.
E ritmicamente sfidi il mondo,
con il tuo enigma, che ancora non so risolvere.
Non tutte le settimane enigmistiche devono essere finite
per forza o per rabbia.
Sussurrami
le mie ultime parole,
se le sai,
oppure lascia che sia io,
finalmente, a ringraziarti del bene
che mi hai fatto.
Da quando non ci sei più...
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