Praga
I tetti neri delle case
E delle chiese le guglie,
Affilate come oscure spade,
Feriscono un cielo grigio
Più simile al nulla che al cielo.
Riflesso nel sole
Chiedo al fiume se un giorno
Anch’io raggiungerò il mio mare
Mentre il vento mi soffia sul viso
Il clamore di mille battaglie
E mi vien da gridare:
Per far vivere un sogno
Anch’io son disposto a morire.
E immerso in questo giorno che si fa sera,
orgoglioso e stanco,
Dono una lacrima alla tua Primavera
Ma è tempo di andare,
me lo ricorda l’ora scandita laggiù nella piazza
ti saluto e ti bacio mentre tramonto col sole
Addio cara Praga,
t’affido il mio sogno,
ti dono il mio cuore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Gianpaolo
Sono nato 27 anni fa ad Avezzano (AQ). Dopo aver speso l'adolescenza a scrivere canzoni e ad andarmene in giro a suonarle con il mio gruppo ho deciso di mettere la testa a posto. Mi sono tagliato i capelli e sono andato a Viterbo per studiare archeologia medievale. Mi sono messo sotto di brutto ed ecco che in quattro a
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Franca Pistellato7 aprile 2007
La Primavera di Praga come un cielo più simile al nulla, che raccoglie la vita di chi muore per un ideale. Non scontata e molto piaciuta.
