il monte degli ulivi
Appesa ad un colle
stava erte una chiesetta
con l'esule campanile
che pareva toccasse il cielo.
In tutto il suo biancore
un sole mite,
poco arrogante,
vi si appoggiava sopra
con delicatezza
facendola risplendere
in tutta la sua bellezza.
Tutt'intorno c'erano ulivi
che s'arrampicavano
alla collina.
Parevano aggrappati
dalla disperazione,
a quella terra.
La flora spontanea
tutt'intorno colorava
i dintorni
risaltando la bellezza
di quella sacra costruzione.
Qualche animale
usciva dal bosco:
s'arrampicava sulla collina,
ansimava, stanco,
ma continuava a salire.
Sembrava ci fosse un richiamo particolare
che portava a pensare
ad un alone di beatitudine.
Rimanevo a guardare
estasiato,
da quel paesaggio
cos� particolare,
cos� bizzarro,
che mi faceva sentir
attratto dal colle,
dalla piccola chiesetta
che dominava la valle.
Ancor ora
ricordando quel paesaggio,
quel piccolo colle,
quella chiesetta,
mi sento attratto:
e'come se avessi lasciato
parte di me
in quella valle sconosciuta.
Mai l'avevo vista,
mai ero passato di li'
prima d'allora,
ma era come se ci fossi nato,
se avessi vissuto la mia pargola vita
ed ora costretto ad andarmene.
Ricordero'sempre
quel piccolo santuario,
c'e'un posto speciale nel mio cuore
apposta per lei.
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L'autore
Marcello Esposito
Nato a Brescia, cresciuto tra la Franciacorta e la Brianza, sotto i cieli lombardi ha lottato con le prime tensioni amorose. Affascinato dalla Capitale, ne sente la mancanza senza aver il coraggio di lasciare la terra bresciana. Impiegato presso la pubblica amministrazione è sempre stato ancorato alla poesia come "sal
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