Genesi di follie
Sandrine Novelli
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Cammino dondolando,
rumino astruse parole
contandomi
le dita,
le mie scarne mani
sanno dirvi
di me più
di me stesso.
Era solo
una piccola mela,
si dottore
solo una piccola,
rossa, dolce,
invogliante mela.
Oltre il muro,
oltre il muro:
rumino ancora,
rumino parole
insulse.
Da questo piccolo
quadro
vedo un giardino,
oltre...
oltre il muro,
tante piccole mele.
Nooo! Non ero io,
una mela
ed io...
Nooo! Non ero io
era lì quel bimbo
come un angelo
con le braccia
colme di mele,
Nooo, non cadde,
volava piano
mentre sul viottolo
scosceso di casa
rotolavano giù
come teste
decapitate
le sue rosse mele.
I miei occhi tornano
a primavera,
ecco mi torna
a trovare,
ancora viene
per dirmi
"so volare".
Mi perdo
nel profumo
dei fiori,
i fiori del melo
ed io...
ancora rumino
astruse parole.
mentre da questo
quadrato nel muro
con in mezzo
la mia croce,
guardo oltre
fra i rami
dai fiori, poi mele.
Eccomi qui
dondolo stretto
alla parete
senza meta,
nel puzzo elettrico
di meningi bruciate,
come gli altri
qui dentro con me,
in tante brache
d'orina e spavento.
Rumino e dondolo,
qui perduto,
dimenticato,
per quella
piccola mela.
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L'autore
Sandrine Novelli
Commenti (1)
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D
Delinquente22 agosto 2013
"Genesi di follie" è una delicata e scorrevole poesia di pensiero espressa in favola con tante metafore coinvolgenti sia nella loro bellezza che nell'inquietante disgusto della chiusa
