Radici inaridite

Quasi di cristallo ondeggiante
i salici del tempo
e curvano le ali di foglie
mentre d'intorno semina il vento
il respiro dei rami.
Ancora ricordi quando bambina
tracciavi sui vetri appannati
figure di barche e gabbiani
sognando di vagare per il mondo.
Ora che il mondo l'hai girato
in lungo e in largo
rimane in bocca il sapore del nulla
memorie ovattate d'oblio,
accenti riposti nell'urna del tempo.
Dolce sarebbe sognare ancora
di nuovi leggiadri inganni
di altre inesauste notti d'estate
in una eterna corsa di stagioni
e nell'inquieta voglia dei sensi.
Ma nel tuo cammino
solo radici inaridite sotto le suola.
Hai lasciato per sempre la tua terra,
quella ricca e fertile di illusioni...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sandrine Novelli1 settembre 2013
Bellissima e disillusa lirica fra... ricordi ovattati e corse di stagioni giovanili nell'odierna certezza d'inaridite radici e perdute illusioni! L'autore ci regala, con variegate pennellate lo stupendo quadro della vita di una donna!

