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Donne 31 agosto 2013 · lettura 1 min · 4602 letture

Paesaggi di sognatori a sedimenti

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Di paesaggi morti ho sciolto l’arido io che temevo le risonanze mute delle dune Circostanze fiabesche m’ hanno iscritta al circolo dei sognatori del tipo a sedimenti Di acqua sento rantoli, echi nei telescopi Piove, piovi l’azzurro sui palmi aperti sulla faccia che cambia pelle e giù villi, come onesti accattoni cercare gocce spermatiche vita nuova Di viaggi e derive sono pieni i tomi e la carta straccia nei cestini, si scoprono cerimoniali di rami secchi e gioie menzognere allargare nebbie Superstite di amor terreno a novecento leghe dalle radici s’è assolta l’anima, l’eterna ingenua che non sa più dove collocarsi
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (5)

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D
Delinquente1 settembre 2013

Toccante poesia, che scuote l'anima e costringe l'istinto ad una particolare attenzione che mi fa dire < ma chi sono io per commentare questo capolavoro>, poesia che sfiderà il tempo, poesia che subirà giudizi di eletti. Ai posteri l'ardua sentenza.

carla composto1 settembre 2013

rendersi conto, ma cercare a tutti costi di adeguarsi all'inadegguato... sognare a strati giorno dopo giorno... con la volontà di poter cambiare ciò che irrimediabilmente arido e senza vita... magistrali versi che ho interpretato in tal modo... magari sbagliando

EnzoL1 settembre 2013

e giù villi, come onesti accattoni cercare gocce spermatiche vita nuova. . che passaggio forte, maraviglioso un plauso all'autrice

nemesiel2 settembre 2013

"...di viaggi e derive sono pieni i tomi e la carta straccia nei cestini,... ... s'è assolta l'anima, l'etrna ingenua che non sa più dove collocarsi" E' la storia del vivere, espressa in forma poetica essenziale, elegante, efficace... chi legge ci si ritrova con la propria vita. i propri errori, la propria anima che cade nelle trappole... anima che sbandata, ha dubbi su se stessa, sulla propria identità, sul "luogo" del vivere in cui trovare il proprio posto.

Giovanni Chianese8 settembre 2013

È dura la vita ma la donna non si arrende, la sua composita bellezza si estranea dal mondo dei perdenti e con caparbietà riesce sempre a rinascere dalle sue possenti radici, che ben impiantate sono nell'arida terra. Bellezza di versi a contenuto pregnante valorizza una tematica fortemente sentita.