Lettera ad una donna di tutti
Mi risveglio geloso, di un corpo che non ci appartiene
e ti vedo già vecchia con un animo immaturo
che non mi fà realizzare l'inciampo che mi ha avvicinato
So anche che la verità ha parlato di un me ormai spento:
di quel fuoco che bruciava e che tutti temevano
solo i ricordi rimangono, particelle in balia del vento piatto
Che senso ha avere il tuo corpo, se solo quello ti è dato possedere
e nemmeno lo possiedi, lo dai come se te ne volessi sbarazzare
Che senso ha tutto quello stringersi, se poi non è altro
che lo spremere di uno strofinaccio, cencio, scarto fra gli scarti
Mi hai strappato pezzi di carne coi tuoi baci aguzzi
ed è nuda e silente, degna della contemplazione di una sconfitta
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