Il mio Caronte
Per mano
come un amico
dei pomeriggi estivi
mi hai condotto
verso l’altra meta
lo specchio immenso.
Là dove
pochi s’avventurano
temendo se stessi
mi hai spinto
a tuffarmi
in un mare interiore.
Traghettando
parole e pensieri
abbiamo rincorso i pesci
e i tori silenziosi
lettere e numeri
e le false speranze.
In quel mare nero
che mangia la luce
cercammo le gemme
e le fiorescenze
che luminose
i più accecano.
Scartando la sabbia
abbiamo guardato
fra le nubi subacquee
cercando
stelle nere
e coralli dimenticati.
Quasi il fiato
è un ricordo
non più un peso
immerso col mio caronte
nel mio io
a conoscermi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!