Simmo tutte figlie ‘e Napule (Siamo tutti figli di Napoli)

Commenti (4)
l'autore mette in evidenza l'allegria e la spontaneità di Napoli. ... ogni cosa appartiene a questa città. ...
Mi sembra che la commentatrice che mi ha preceduto sia andata fuori strada nel commentare questa musicale poesia, dandole un connotato ottimistico che essa non possiede. Dov'è l'allegria? Dov'è la spontaneità? Le immagini che il poeta ci fornisce sono tutte negative, di cose cui manca sempre qualcosa per essere complete. Così è Napoli, piena di energie, ma spesso inespresse o male indirizzate.
Come rimarca Antonio, Napoli, vista con occhio esterno,è città che appare piena di energia ma tutta questa forza quasi mai si accompagna ad una qualsiasi progettualità, ed è un peccato vedere disperse tante possibilità e potenzialità. Nella poesia si avverte appunto un senso di precarietà dove tutto potrebbe essere possibile ma, per qualche arcano motivo, diventa impossibile.
Un bel sapore originale, questa poesia, che invita la città partenopea a non lasciarsi andare, dinanzi alle svariate e pesanti contingenti difficoltà, che tentano di metterla, completamente, in ginocchio. L’autore, ha sapientemente realizzato un bel quadretto di Napoli, assai interessante, dal punto di vista, panoramicamente, culturale e sociale, lanciando un appassionato e accorato incoraggiamento, rivolto al lettore e persino agli abitanti, nel non demordere davanti a niente, anzi, rialzandosi, per mostrare al mondo intero l’innegabile forza posseduta e la dignità di una città meravigliosa, in grado di suscitare emozioni indescrivibili. Scritta in vernacolo, ricorda l’afflato di autenticità che si respira, nelle belle poesie napoletane!



