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Introspezione 11 settembre 2013 · lettura 1 min · 5098 letture

Ancorato quaggiù

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Chissà se pensa, quella nave al porto ancorata, ai viaggi e alle avventure cui, forse per vecchiezza o per sventure, rinuncia, e si riempie di sconforto? Ancorato quaggiù nel meridione, preso dalla stanchezza e dal torpore, sono cullato ancora dalle ore passate un tempo altrove con passione.
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Con l’età che avanza, ci si sente sempre più incapaci di muoverci dal luogo in cui, forse per caso, la vita ci ha depositato. Il titolo di questa poesia mi è stato suggerito dal tango "Anclao en Paris", di Barbieri e Cadicamo, reso celebre da Carlos Gardel. Il paragone con la nave bloccata nel porto nasce invece dalla lettura del romanzo di Jean - Claude Izzo "Les marins perdus", nel quale si narrano le vicende di un gruppo di marinai costretti a stare fermi con la loro nave nel porto di Marsiglia, a causa del fallimento dell’armatore.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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Grazia La Gatta11 settembre 2013

Come non comprendere il pensiero dell'autore, egregiamente espresso in questa lirica con un pizzico (ma giusto uno) di nostalgica malinconia. Gli anni avanzano e si vive di ricordi del passato perché il presente non ci permette più di rivivere certe esperienze, per pigrizia o altro.