Meravigliosa pazzia

Non è ancora finita
la lacerante notte di memorie
risento ancora
l'inverno nelle ossa
e come un vecchio vagabondo
raccolgo avanzi di dolore
sparsi sul selciato senza tempo.
Un rapporto d'amore
forse inventato
forse imprescindibile necessità
di mitizzare l'eterno femminino
se come un cane scodinzolante
m'abbassai ad umile servilismo
per costruire un'utopica relazione.
Così ora
c'è solo un respiro affaticato
a ricordarmi d'essere ancora vivo
mentre osservo costellazioni rassegnate
nei miei cieli morbosamente
desolati e anonimi.
Quella meravigliosa pazzia
si ripercosse in me
quale inarrestabile illusione
e la sua luce ora si è persa
nel vuoto e nel buio di un viaggio senza fine.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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Silvia De Angelis25 settembre 2013
A volte le situazioni che pensavamo essere importanti, si rivelano meno eclatanti del previsto, e un'ottica diversa che matura in noi, ce le fa vivere in modo del tutto diverso... Poesia molto apprezzata

