Classe alta

Soggetti indaffarati raso terra,
sappiate che per noi nulla contate!
Noi vi vediamo sol come formiche
in misere incombenze affaccendate.
D'altezza vi è il concetto sconosciuto,
tra noi e voi enorme c'è un abisso;
dall’alto primeggiamo, controlliamo,
con enfio petto e sufficienza un ghigno.
Voi procedete chini sotto il peso
di squallide e ridicole fatiche,
ma è privo d'importanza quel che fate;
produce, ma è scontato e lo dovete!
Di tutto quel fervor voi siete schiavi,
nel procacciar persino v’azzuffate!
Se manca l’opra non sopravvivete
e noi tranquilli, che non v’arrestate!
La nostra sufficienza è ben riposta,
riposano al sicuro i nostri beni;
le regole non nascono da voi
che sol per sopravvivere movete!
È morto Marx e la sua schiatta estinta!
Né d’un ritorno si profila accenno;
un premio sempre avrà il di voi più manzo,
solo agnellini, e punirem caproni!
Se appen di malumor compare accenno,
più circo avrete e vi apriremo i forni,
premi in chimere, e voi ci applaudirete,
da qui più non scendiam, ve lo scordate!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
p
Tutte le opere →
L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
s
sergio garbellini16 settembre 2013
Una lirica che mette spietatamente a nudo la cosiddetta forbice che è sempre esistita tra il signore e lo schiavo, purtroppo il vile denaro vince su tutto e in questi versi viene riportato splendidamente il concetto di questa dura realtà umana. Molto piaciuta e ben sviluppata.