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Impressioni 20 settembre 2013 · lettura 1 min · 2308 letture

Brina tra i capelli

Carla Colombo 278 poesie pubblicate
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Ti ho visto strascicare arquati tronchi disubbidienti, un bradipo canuto curvo su bastone gobbo Ti fermasti con soffio arrancante appoggiato a fetido bidone per ritrovare inquinato fiato, mani tremolanti senza controllo vene violacee in rilievo ad indicare flebile vita restante Occhi lattiginosi guardavano spenti il cielo consapevoli di funesto destino incombente Ho cercato di dimenticare quello sguardo vacuo e fisso di resa del corpo, della mente, al tempo che tutto deteriora Come criceto su ruota impazzita correvo sempre più veloce nel mio solito anello cittadino, per non pensare, per non sentire il mio respiro ancor per poco giovanile E scacciare il presagio che tutti accomuna nell'ultimo dormire
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forse è peggio della pietà il sentirsi trasparenti

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Carla Colombo
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Commenti (7)

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Catia Dinoni20 settembre 2013

Non si pensa al tempo che scorre che deteriora membra... in un corpo ancora ricco di vigore passano indisturbati certi pensieri non se ne ha il tempo o non la consapevolezza che tutto può finire nel suo epilogo finale... chi invece veste quella candina brina nei capelli diventa percettibile amplificato giorno dopo giorno il peso di un fardello d'un corpo che muta... ma ciò che sconvolge a volte é peggio della fine che incombe quando ancora un passo maldestro si posa su questa terra ma e come se nessuno lo vedesse... diventare invisibile in un mondo di visibili.

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sergio garbellini20 settembre 2013

Al tempo che tutto deteriora ... è sufficiente questo verso a testimoniare la delicatezza poetica dell'autrice sempre attenta ai temi della vita, una serie di versi ricchi di particolari che il lettore non può non sottilineare con un complimento personale, molto bella e apprezzata che i suoi risvolti dipinti con una terminologia notevole, brava.

Massimiliano Moresco20 settembre 2013

Purtroppo seppur lo spirito spesso rimane giovanile, il corpo ci ricorda di quanto il tempo passi. I dolori, la stanchezza sono sintomi impietosi che ci ricordano e ricorderanno quanto si avvicini l'ultimo respiro, seppur si intenda " scacciar il presagio che tutti accomuna nell'ultimo dormire".

Elle20 settembre 2013

Percepisco una grande sensibilità, un grande cuore in questa poesia come nelle altre. Sentimenti profondi che sprigionano i versi tanto da portare il lettore ad una forte commozione. E condivido anche la nota, è orribile sentirsi trasparenti, un vivere che non si merita di essere messo da parte, ma è anche vero che non si riesce ad essere ciò che si vorrebbe, pieni, presenti... la vivo intensamente questa condizione, la stessa, identica... ed è vero a volte si fugge per la poca accettazione di ciò che muta, inevitabilmente...

emmalisa lucchini20 settembre 2013

una lirica di grande sensibilità... fa riflettere sul tempo che inesorabilmente scorre, la brina sui capelli, il corpo che cambia nei movimenti. Nella società egoista molto spesso il vecchio viene messo agli angoli... Eppure il cuore non invecchia mai... intensa la chiusa! Bellissimi versi!

Francesco Rossi20 settembre 2013

Il tempo è inesorabile, passa e segna. La poetessa verseggia mirabilmente l'impressione.

Riccardo Ruschetti28 settembre 2013

Capita...è capitato forse a tutti di nascondere la testa sotto la sabbia per "non vedere" il tempo che passa ed al traguardo ci aspetta inesorabilmente. Brava la poetessa ad esprimere quel senso di disagio nell'incontrare un uomo così lontano da quella che ora è la sua strada. Un fraseggio leggero ed efficace che prende per mano e porta emozione. Davvero apprezzata.