Terra... mia
Peppe Cassese
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Geme la terra trema il chicco d’uva
lungo il filare dietro la collina
dove che un’ombra lascia la cascina.
Vecchi di storia gli alberi già stufi
gridano al cielo risvegliando i gufi
l’algida aurora e il tardo suo apparire.
Il fiume impuro scorre tra le case
sfiorando i muri guasti di memoria
piroettando greve verso il mare
dove la costa latita e scompare.
Quattro germogli bianchi putrescenti
offrono al vento timidi lamenti
nell’aria bigia buia e ormai deserta
ciaramellando canti a bocca chiusa
e ormai come si usa
il cielo piange gocce di tormente
e il cuore cieco e guasto non lo sente.
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Peppe Cassese
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