Lacrime di coccodrillo
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Purtroppo, ci sono menti deboli che si lasciano prendere dal demone del gioco, non riescono più a frenarsi e giocano in continuazione fino a perdere tutto e anche a indebitarsi. Questo comportamento anomalo procura disagi al soggetto e alla sua famiglia, diventa una vera e propria piaga sociale. Dovrebbe essere il soggetto stesso, che quando intuisce di non potere porre freno al desiderio di giocare, a chiedere aiuto, ad andare in quei centri dove disintossicano da questa "droga mentale". Lo stato non emana leggi serie anche perché con tutti i tipi di gioco guadagna molto. È un circolo vizioso, ai primi sintomi bisogna riflettere e smettere di giocare...
gran brutto vizio quello del gioco... si è dipendenti e non si riesce ad uscirne fuori... alla prima avvisaglia bisogna saper chiedere aiuto... purtroppo è come drogarsi... bravo l'autore che ci porta a riflessione su un tema sociale così importante...
Il gioco pende dalla stessa parte del bere – è difficile smettere, volontà non aiuta. Tanti i buoni propositi che rimangono sull’asfalto – oserei dire un “ubriacarsi a secco”.
...e non basta la propria volontà...c'è bisogno di una giusta società che possa aiutare con leggi diverse la dipendenza ...così da non far smarrire i più deboli... Oggi come oggi... sono tanti che decidono di affidare al gioco la speranza di rincorrere la fortuna... Ma nella chiusa ... nell'imparare ad amare... come ben dice l'Autore... possiamo ri/trovare noi stessi ...la nostra ricchezza... senza più lacrime di coccodrillo... Ottimo verseggiato...



