Genesi
Peppe Cassese
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Il primo giorno in mezzo al turbinio
così ti ho modellato a modo mio:
due gambe a sostenere la mia vita
due occhi ed una zucca insaporita
due labbra ardenti degne di Afrodite
due seni che mi fanno da scudiero
dove per rinfrescarmi mi acquartiero.
Il secondo chiedeva stelle e cielo
ma c’era il viso tuo nel mio vangelo
per cui non occorreva il radiofaro
facendomi i tuoi occhi da riparo.
Il terzo per le acque sorvolai...
Bastavano le lacrime del mai
che essendo il tuo quoziente indefinito
mi resero in un attimo rapito.
Il quarto giorno fiori di frontiera
per profumare e profumarti ognora
il centro vagheggiato di pandora
dove che un giglio svetta sopra tutti
ergendosi nel vago a frangiflutti.
Il quinto giorno giusto un cucciolotto
un bastardino corto e barilotto
fedele come il sole del mattino
furfante come il gatto del vicino.
Il sesto una casa ai quattro venti
con doppie stanze senza pavimenti
una cucina apollo fai da te
e un letto immenso come piace a me.
E il settimo volendo completare
mi sono stretto a te per riposare
e mentre mi godevo il mio operato
con un tuo bacio mi sono addormentato.
©
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Peppe Cassese
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