Ecatombe
Caterina Zappia
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Dentro quest’aria, tormenta di pianto.
Il mare sembra aver udito l’urlo.
Un magma senza voci
ha ceduto al mondo, la nostra gabbia.
Morsi di stelle attaccati alle finestre
ci consegnano i rosari già traditi.
E mandano a dire
al vento più testardo dell’estate
di tenere a mente, questa fine.
E il cielo cade, ferito e disadorno
davanti a questo Dio, così lontano.
Non c’è più sguardo da cercare altrove,
la sponda par qui, che ci chiami.
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Sara Acireale3 ottobre 2013
È vero, quando succedono sciagure così immani, Dio sembra essere distante e tutto s'infrange. Ci si chiede "PERCHÈ?" e il perché è dentro la nostra coscienza che rimane addormentata, davanti ai nostri occhi che guardano ma non vedono, davanti alle nostre orecchie che non sanno ascoltare il dolore dei nostri fratelli che piangono. Impressioni che mi hanno lasciato un brivido...

