Carne ribelle
Seguo l'odore della carne ribelle,
come uno squalo affamato di ricordi
cerco un vittima, solo una all'anno
noncurante delle triste fama che mi attende
Sento le mie pinne sguazzare e sbagliare
sempre controcorrente, nella rincorsa, un guizzo in più
è un ricordo in più
perso nel mare che mi rende prigioniero
Non ho chiesto queste fauci, queste pinne, questa pelle
volevo essere come la medusa
che vive di onde e di correnti
Non ho chiesto queste lacrime dissolte nel sale
volevo essere plancton, invece sono la morte,
nutrimento silente e balsamo di vita
©
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