Verso la libertà
Peppe Cassese
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E navigando scorgo le catene
sul fondo del mio mare ancora piene
di carne barattata nell’oblio
di braccia benedette dal tuo dio
di ombre che reclamano vendetta
bussando a questa porta tanto stretta.
E solco con le ali i freddi abissi
seguendo i miei bisogni crocifissi
dal tempo avaro e ancora anacoluto
che urla alle tue onde il mai vissuto
per i compagni stesi dentro un telo
offerti a questa terra senza cielo.
E canto alle tue acque la sventura
legata a questi giorni di paura
per ricordare ancora i miei fratelli
finiti nella rete dei tranelli
perduti e incastonati dentro il cuore
che batte inascoltato e senza amore.
E prego che il tuo oceano mi aiuti
a dare voce e vita agli occhi muti
che fissano la rabbia che qui sento
e ansioso di sfidare questo vento
mi innalzo come l’Icaro più ardito
e volo in libertà nel mio infinito.
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (3)
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Carla Colombo14 ottobre 2013
Le parole sono vane in questa tragedia senza fine, ma le tue sono molto belle
Rita Minniti20 ottobre 2013
Un ritmo che incalza ad ogni verso e che rende molto fluido un pensiero così sentito, così profondo, così tremendamente toccante.
Giovanni Licata1 dicembre 2013
L'autore nella scorrevole opera, il pensiero vola tra le anime di quelle catene di schiavi, che implorano al fato il loro perdono, e trovare pace tra gli esseri umani.



