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Sociale 12 ottobre 2013 · lettura 1 min · 3348 letture

Verso la libertà

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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E navigando scorgo le catene sul fondo del mio mare ancora piene di carne barattata nell’oblio di braccia benedette dal tuo dio di ombre che reclamano vendetta bussando a questa porta tanto stretta. E solco con le ali i freddi abissi seguendo i miei bisogni crocifissi dal tempo avaro e ancora anacoluto che urla alle tue onde il mai vissuto per i compagni stesi dentro un telo offerti a questa terra senza cielo. E canto alle tue acque la sventura legata a questi giorni di paura per ricordare ancora i miei fratelli finiti nella rete dei tranelli perduti e incastonati dentro il cuore che batte inascoltato e senza amore. E prego che il tuo oceano mi aiuti a dare voce e vita agli occhi muti che fissano la rabbia che qui sento e ansioso di sfidare questo vento mi innalzo come l’Icaro più ardito e volo in libertà nel mio infinito.
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Commenti (3)

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Carla Colombo14 ottobre 2013

Le parole sono vane in questa tragedia senza fine, ma le tue sono molto belle

Rita Minniti20 ottobre 2013

Un ritmo che incalza ad ogni verso e che rende molto fluido un pensiero così sentito, così profondo, così tremendamente toccante.

Giovanni Licata1 dicembre 2013

L'autore nella scorrevole opera, il pensiero vola tra le anime di quelle catene di schiavi, che implorano al fato il loro perdono, e trovare pace tra gli esseri umani.