Al sabato mattina
M’aspetterai ed io verrò
come ogni sabato mattina,
al nostro appuntamento;
il bavero rialzato, senza fretta,
nell’aria fredda di gennaio,
le braccia ingombre e il cuore sazio
del tuo pensiero.
La grande croce, il viale, i tre gradini
e nel silenzio un gorgogliare mesto,
il saluto amico della fontana
che all’angolo s’annuncia.
L’indovinarti è un tuffo al cuore,
il passo incalzo e poi restiamo,
occhi negli occhi, disperate e mute;
fra noi quel muro, maledetto e nero,
più nulla che un sorriso, di porcellana.
Lo so vorresti una carezza ancora,
lo so vorresti un bacio ancora,
ed io, fra le mie, le mani tue vorrei
ancora.
E allora così forte ti penserò
che quest’amore grande
al di là del muro udrai parlarti.
Sorriderai, come facevi un tempo
ed una carezza senza peso,
sulla mia testa bianca, forse, poserai.
Poi andrò, le braccia sgombre,
e sola,
andrò senza voltarmi indietro,
che tu non veda all’angolo dell’occhio
quella goccia scendere piano.
A ritroso i tre scalini, il viale
la grande croce e la mia, quel dolore
che m’attanaglia sordo e ricompare.
Ritornerò. E tu m’aspetterai,
come ogni sabato mattina,
mamma!
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (2)
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Giovanni Monopoli15 ottobre 2013
poche parole per dire quanto bella sia questa poesia ricca d'amore materno e colma di tanta tenerezza che nel tempo rinverdisce i ricordi posandoli nello scrigno che si ha nel petto... bellissima poesia
Berta Biagini15 ottobre 2013
Inutile dire la commozione - brividi hanno preso il sopravvento, capisco perfettamente questo amore - più il tempo passa e più entra nel profondo, in un’attesa che sembra non finire.

