Tra i lager di Dachau

Mi incute timore
il silenzio orribile del nulla
il pensiero della morte
la condizione oscillante
della meditazione
scheggiante scarni enigmi
confusamente assemblati
tra le parole olocausto e dignità.
Sento il freddo del dolore
e della continua sofferenza,
di giorni lacerati
e ceneri di fosse insanguinate
d'innocenza.
Echi di tragiche voci
si schiantano nella mente
e sempre più pesanti
i miei passi oppressi dal fango
che mi imprigiona come tagliola
di pianto e di paura.
Dachau
la tua è una lacrima immensa
come immensa è la notte
che crudelmente
ti ricopre sulle ombre
dei tuoi corpi silenti
e privati del sole del mattino.
La brezza della sera
mi refrigera la mente e i pensieri;
mi fermo a fissare il cielo
ma nulla mi sembra come prima.
E' annebbiato ora
il senso della vita...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
poeta per te zaza19 ottobre 2013
Cose da poco sono le nostre paure se le confrontiamo con quelle immense patite da gente uguale a noi nei lager ai tempi dell'olocausto. La paura che annebbia il senso della vita, quando nulla sembra come prima, questo hanno provato quelle persone sulla propria pelle, mentre l'autore metaforicamente la prova fissando il cielo. Ben scritto, giusto ricordare la VERA PAURA.

