Dignità

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su
Commenti (14)
Purtroppo è la pura realtà attuale di tanta gente che ha dato la propria vita al lavoro per poi sentirsi denigrati ed emarginati! La dignità è l'unica via che ancora li sostiene seppure l'animo gronda di lacrime e il proprio io ne viene calpestato da fattori esterni materiali che non tengono conto della persona costretta a tendere la mano abbassando gli occhi. Dura verità descritta in versi e composta con razionale visione dei tempi nostri. Versi che ci toccano da vicino, essendo noi tutti coinvolti in questa crisi che ci attanaglia, bella descrizione con parole autorevoli, piaciuta.
Argomento trattato di profonda intensità ed anche molto triste. Ogni essere umano dovrebe conservare fino alla fine la propria dignità ma purtroppo questa vita ci sta togliendo tutto. Anche in dialetto super brava!!!!
Un tema di grossa attualità dove l'indifferenza della nostra società è diffusa! Nella moderna "competizione umana", che tante volte non si fa scrupoli, tanti poveri anziani diventano emarginati. Oggigiorno basta poco per diventare poveri da un giorno all'altro. Un antico proverbio senegalese dice: "quando due elefanti combattono tra di loro chi soffre è sempre l'erba! ". Soprattutto la dignità personale viene messa a dura prova, ma quando non sai come andare avanti, allora tutto diventa più duro perché spesso l'uomo sazio non crede all'uomo che digiuna... Profonda la lirica dell'Autrice che lascia meditare e fare tante considerazioni come queste sulle persone sfortunate, che un giorno potremmo essere anche noi!
Non si può non notare quanto la realtà si colori sempre più di tristezza intorno a noi... sempre più persone (soprattutto anziane) si trovano in balia degli eventi non riuscendo più a racimolare il necessario per vivere decorosamente. Lirica che in romanesco, per il suo carattere particolarmente "popolano", lascia ancor più "aperta" la vena del cuore del lettore.
Al mondo d'oggi l'indifferenza è molto presente... ...versi intensi e profondi...
non ho parole una Poesia che prende il cuore per il verso incorporato che lascia il cuore ammirato, fine ed elegante dialetto mette un crudo vero sonetto di vita... nella sagagia espressività che coinvolge prepotentemente il sentimento su espressioni di desolazione umana... molto sentita ed è Poesia eccellente
Arriva il cuore lo sconforto dell'accattone attraverso questi versi che nel dialetto romanesco si vestono di un calore e di un'umanità che fanno comprendere quanto sia grande la sensibilità e la partecipazione dell'autrice a un problema così attuale e che sconvolge tante vite.
E quando non ci sarà più posto sul sagrato delle chiese? ? A chi tenderemo la mano quando la pietà non avrà più un centesimo? ? Con questi governanti che spargono miseria non ci resta che piangere! !
Una realtà tragica ben descritta in questa poesia. Purtroppo la politica odierna non riesce ad imprimere una reale impronta sulla determinazione del vivere civile perché controllata da oscuri interessi economici più forti di lei. Ottima denuncia.
Una lirica reale e vera che fa molto riflettere sulla dignità di ogni persona.
Non intervengo sul contenuto perché sfonderei una porta aperta. Mi soffermo sulla capacità di poetare in dialetto romanesco che rende al meglio in questa composizione poetica fortemente improntata sul sociale.
sempre di più purtroppo! gente che ha dato la vita per il lavoro, onestamente e non merita di finire senza neanche sostentamento! sempre più casi di chi si trova di punto in bianco senza più nulla! ingiustizia profonda e disagio sociale in questi versi condivisi e sentiti!
Triste spaccato di una realtà che è sempre più frequente in questo periodo di forte crisi in cui la possibilità di perdere il lavoro e quanto accumulato anche a fatica non è poi così remota. Ci vorrebbe una società maggiormente attenta ai bisogni dei più disagiati fattivamente e non solo a parole, una maggiore sensibilità da parte delle istituzioni per adottare le dovute misure per far sì che ognuno possa vivere con un minimo di decoro. Non si può essere felici se intorno c'è chi soffre e spesso in ciascuno di noi è avvertito un forte senso d'impotenza. Poesia che induce alla riflessione ed alla sensibilizzazione.
Non si offenderà, lo spero, questa simpatica autrice che ho imparato a conoscere, se non sono propenso a mettermi sulla linea dei precedessori nel commentare questa sua poesia. L'argomento trattato è senza dubbio interessante, socialmente valido anche se non troppo originale, dove noto un pensiero sociologico che appartiene ad altro campo che non sia la poesia. Altro, pare, sia l'humus della Poesia. L'argomentazione si svolge tutta in andamento di prosa, basti, ad esempio, vedere i primi due versi, dove lo spezzetamento avviene in maniera impropria (e quanti ce ne sono che agiscono così!), interrompendo il verso con un "de na' " e riprendendolo a capo con "via", che appare... scomposto. Un sincero augurio di cuore e a rileggerti presto.











