Mio padre
Carlo Sorgia
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Quando ero bimbo
guardavo mio padre
con timore grande
quasi un conflitto
tra un uomo fatto
e un piccolo virgulto
ed è durato tanto non parlarsi
con le parole giuste
ma le stagioni
non le puoi fermare
e a intenerire l'anima
è stato il tempo
che ancora corre
e in un soffio
si porta via gli anni e gli affetti cari.
Osservo ora
ciò ch'è rimasto d'un uomo solo
triste nell'intimo
e afflitto nel cuore
cerco le parole
ma il mio parlare è avaro
e piango
sul tempo perduto
che mai ritorna.
©
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L'autore
Carlo Sorgia
Molto impegnato nel lavoro, mi sono avvicinato alla poesia in maniera sistematica solo di recente. Attratto da tutte le forme di creatività, nessuna esclusa, scrivere credo completi questa mia voglia di esprimermi, la pittura mi completa. La mattina al risveglio mi meraviglio ancora e mi stupisco per i colori e i p
Commenti (1)
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Berta Biagini20 ottobre 2013
Riflessioni che imperversano quando il tempo avanza – non credo che dobbiamo farci una colpa, è la vita stessa, il suo correre che intralcia, non riuscendo ad arrivare dappertutto. Sentitissima.

