Yin e yang
Sandrine Novelli
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Alzi preghiere ad un cielo sordo,
svettano come rami
d' inverno, le tue braccia,
disarmate gridano silenti,
d'inesistente pace senza Dei
che vibra di follie, di rabbie mai sopite.
Chi c'è oltre te
qui nei meandri
della mente,
nelle deflagranti
luci del tuo animo
oscuro?
Chi sei Anima ribelle?
volgi altrove, divagando
i tuoi sguardi,
perduta in te
annaspi cercando
l'uomo che sei.
Inutile,
l'armatura che indossi,
non forgiato per te
è abito di donzella,
poiché tu cavalier d'armi
ti vivi.
Lo stanco passo
perde le tue radici,
mondo vuole tu viva
altro di te,
inutile la tua rabbia,
inutile il chiudersi in se.
Donna, madre,
come "Gea"
curi tua prole,
disegnando ambiziosi
destini ch'avverino il tuo
esser "Altro da Te".
Stanca celare il proprio
Io,
costringere il corpo e l'ego
ad esser altro da te,
dal cavaliere di
luminosa armatura.
Invano vivi
di vita Non Tua,
esplode nella mente
l'altro TE, confusi, dispersi yin e yang.
nell'inesplicato specchio duplicante follie.
Chi sei dunque?
questa o l'altro?
Chi mente lui o tu?
Come sgraziata crisalide,
trapassi infine, ancor come,
Immutato- Mutante
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L'autore
Sandrine Novelli
Commenti (1)
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D
Delinquente25 ottobre 2013
In questa osservazione ed analisi del proprio intimo la coscienza e la personalità della poetessa si esprimono in libera soggettività nel profondo della coscienza di sé stessa. Fantastico il risultato poetico, declinato magistralmente
