Primavera d'ali spezzate
Che sarà mai quest'aria
fatta di un tempo friabile
che scorre insapore, inodore, vuoto
come dell'ultimo boccone negato?
Non mi convince il sole
che riflette a raggi opachi
una luce che sa di non illuminare.
M'annebbia, m'invaghisce.
Fra il maledire un giorno e l'altro
imprigionato coi miei pensieri nelle lettere,
prendo pei ricci una nota sconosciuta,
nera come l'inchiostro delle mie parole
ferma e muta come le sillabe
che non si parlano da sole.
Ho capito che ci sono morti soli,
che parlano più di cento persone.
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