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Dialettali 1 novembre 2013 · lettura 1 min · 3550 letture

Ricorenza 2 novembre

carla composto 850 poesie pubblicate
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Oggi ricoreno li morti e tutti, parenti e amici, na vorta l’anno s’aggireno, puro loro come morti, per li camposanti Aria mesta, lacrime che scenneno da sole davanti alle foto de li propri cari, doppo ave’ torto le ragnatele, ave’ sfrattato i ragni, sistemeno li fiori pe’’n antranno. Li defunti a braccia conserte li stanno a guardà,tra loro se metterno a parlà, quanti fiori se li dovemo tenè fino alla prossima festività, mo' so’ belli profumati mai poi cominceno a puzzà. 'N vece de li fiori, fate opere bone, portatece nel core, noi ve ringraziamo, su de voi vegliamo, ve stamo vicini nella bona e nella cattiva sorte, non ve preoccupate ...’n semo morti!
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L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

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Commenti (13)

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Rita Minniti1 novembre 2013

Sentito profondamente questo giorno dedicato ai defunti, dove l'autrice, dipinge un quadro della situazione in maniera davvero mirabile e soprattutto vera. Non è portando i fiori una volta l'anno, che ci si lava la coscienza, non è quel viva vai, come fosse una processione, che da lassù i morti saranno più felici, ma è nel cuore che va riveduto il senso del pensiero verso chi, tutti i giorni, dovrebbe essere vivo il ricordo. Sagaci metafore accompagnano tutta la poesia, estremamente bella, estremamente coinvolgente e riflessiva.

Alberto De Matteis1 novembre 2013

Un dolce e caro ricordo per i nostri defunti nel giorno a loro dedicato; essi non chiedono fiori che presto si deteriorano, ma opere di bene che durano nel tempo. Lirica molto apprezzata per forma e contenuto.

Donato Leo1 novembre 2013

Il ricordo verso coloro che non ci sono più, ci rattrista. Molto vero quello che afferma la poetessa " Non fiori, ma opere di bene".

Salvatore Masullo1 novembre 2013

Che bel componimento! Versi pregni di un ironia che fa veramente meditare... La nostra è una società che conta sull'apparire, più che sull'essere e l'autrice, sempre brava e sensibile a mettere sul foglio questa sua notevole carica interiore, fa parlare con apprezzata schiettezza i nostri cari defunti che mettono a nudo questi nostri atteggiamenti, talora più di circostanza che di sentire effettivo... Versi ad effetto ("dopo ave' torto le ragnatele e avè sfrattato i ragni...". Sei proprio brava, mi entri nel cuore e nella mente quando scrivi. Talvolta rimango folgorato da certi tuoi versi, da certe tue considerazioni tradotte in poesia!

Grazia La Gatta1 novembre 2013

Con questa bella lirica dialettale, la brava autrice ci invita a riflettere sul giorno della ricorrenza dei morti mettendo in risalto, in modo fresco e genuino, quella (brutta) abitudine di riempire i cimiteri con un'esagerazione di fiori che, in pochi giorni, marciscono e lasciati sulle tombe per molto tempo imputriditi... quanto sono meglio le opere di carità!... pienamente d'accordo con la brava poetessa.

Rosita Bottigliero1 novembre 2013

'nfondo... chi conosce la livella anche Totò disse che la serietà è dei morti... ...candele e fiori si accendono nel cuore. ... versi con plauso e commozione per un apparire che sembra esserci ogni anno...

D
Delinquente1 novembre 2013

Belli e simpatici questi versi in vernacolo romanesco. Il ricordo dei nostri cari defunti deve essere custodito nel cuore, semmai gradita è loro una preghiera, "una prece dal cuor scaturisca sincera"

Gianna Occhipinti1 novembre 2013

Mi ci sono buttata dentro, questi versi, scritti in mirabile vernacolo romanesco, condividendone il significato profondo. Il profumo dell'amore è eterno, supera le barriere del finito, arriva fino a "loro". E' questo che ci unisce. E' bellissima questa lirica, incantata da questi versi!

Francesco Rossi1 novembre 2013

E' un piacere oltreché un privilegio leggere così belle poesie in dialetto. Un contenuto altamente condiviso in linea con la sensibilità dell'autrice che offre al lettore ottima poetica.

Massimiliano Moresco1 novembre 2013

Una poesia ironica che affronta un argomento che personalmente apprezzo. È vero, sarebbe molto meglio rispettare nella vita di tutti i giorni le persone che ci circondano. Invece, paradossalmente, sembriamo privilegiare coloro che non possiamo più abbracciare. Credo tuttavia che l'autrice intenda anche abilmente criticare la tradizione che ci spinge in modo automatico (ma non sentito) a celebrare questo tipo di ricorrenze. Molto divertente.

Le anime dei nostri cari certamente apprezzano una tomba adornata in una ricorrenza come questa, ma ci ricordano che troppo spesso ci cingiamo della veste del fariseo e con belle parole mettiamo a tacere la nostra coscienza. Le opere di bene sono il vero tesori della Chiesa e quelle che davvero danno suffragio ai nostri cari che ancora sono nella prigione del purgatorio. apprezzatissima lirica che fa molto meditare e dove l'autrice dà ancora una volta dimostrazione della sua sensibilità e profondità di pensiero nonché della sua bravura poetica

Tonia Fracella1 novembre 2013

Versi che giungono al lettore in vera e profonda riflessione... di grande efficacia espressiva... Le opere buone sono un gesto più profonde di un fiore... che col tempo sfuma... E non è solo in questo giorno che deve dar voce... ma il ricordo delle persone care resta custodito nel cuore in ogni tempo... Sempre. Intensa... Complimenti

Riccardo Ruschetti1 novembre 2013

Totalmente in linea con la visione di Carla, che, tra il serio ed il faceto, mette più di un dito nella piaga. Spesso siamo pronti a ricordarci solo nelle ricorrenze degli eventi... per poi rimetterli ad ammuffire nel cassetto dei ricordi fino al prossimo "spolveramento". Una luce che indica sagacemente quanto il re sia effettivamente... nudo!