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Dialettali 8 novembre 2013 · lettura 1 min · 8124 letture

Ma che te credi...!

carla composto 850 poesie pubblicate
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Ma che te credi che li dolori forti ariveno solo se sei granne, ‘n c'hanno pietà te toccheno puro se sei na’ regazzina, all’improvviso senza na’sorta de preavviso. Na’ bella giornata de sole, stai a giocà a nisconnarella, nun te chiedi er perché stai da tu nonna, perché tutti so’ tristi, vestiti de nero e ‘n fanno artro che piagne cor fazzoletto‘n mano. Poi ariva la mazzata, te piano pe’ mano te fanno ‘n ber soriso te dicheno, papà poverello sta male è dovuto annà all’ospedale, vedrai prima o poi ritornerà. Er prima ne’ mai arivato, er poi sè avverato... papà né più tornato!
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L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Letta e riletta, con tanta commozione. (Alberto De Matteis)

il dolore non ha età ma il dolore bambino... (Bruno Leopardi)

riletta con emozione e tanto piacere, (Splendido Leotta Michele)

Commenti (15)

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Sara Acireale8 novembre 2013

E il dolore arriva puntuale, anche se si è giovanissimi. Arrivi e trovi tanta gente che piange, vestita a lutto. Non ti dicono che papà è morto ma che è ammalato all'ospedale. La bambina aspettta... aspetta il papà che non torna più. Penso che, con i dovuti modi, bisognerebbe sempre dire la verità ai bambini

Nadia Mazzocco8 novembre 2013

Una composizione ricca di grande pathos, messo ancor più in rilievo dal dialetto coinvolgente, tocca le corde del cuore anche la triste chiusa ...non so perché ma per associazione di idee, la poesia mi ha fatto pensare ad Anna Magnani, a certe indimenticabili sequenze, per la drammaticità dei versi.

Poesiaerre8 novembre 2013

Attinge l'inchiostro nel dolore così vivido nelle immagini descritte, nelle intense sensazioni trasmesse dall'autrice in questo camminarsi dentro l'anima

Quanta cruda verità in questa poesia. si è portati a credere che la giovinezza sia un'età felice ed ancor più l'infanzia; ma non sempre è così, il dolore è un viandante che si ferma dove vuole . entra nel cuore la drammaticità di questi versi in efficacissimo vernacolo. Autrice che sa plasmare in poesia riflessioni importanti che provengono dal vivere quotidiano

Donato Leo8 novembre 2013

Sono gli avvenimenti più tristi che colpiscono in particolar modo gli adolescenti. Lirica commovente, soprattutto la chiusa.

per tutti il dolore ha lo stesso viso, è la tenerezza che si propina a rivelare a chi ancora adolescente si ha da svelare,... la fantastica Poesia pone il suo coinvolgente con magistrale impatto emotivo che la rende preziosa specie nella chiusa che stringe il cuore... notevole sentita e stupenda.

Massimiliano Moresco8 novembre 2013

Se posso aggiungere, le ferite arrecate nel periodo giovanile, specialmente nell'infanzia, diventano cicatrici difficilmente "riparabili", in quando in quel periodo non si hanno gli strumenti per elaborare i dolori che piovono addosso alla loro anima. Ottima riflessione in un dialetto estremamente godibile

Simona Biancolin8 novembre 2013

Un pezzo di vita doloroso... che potrebbe essere la storia di tutti noi... descritto in maniera splendida.

Rosita Bottigliero8 novembre 2013

giusta meditazione di un dolore sempre presente a qualunque età. ... sapienza e saggezza non elimina ciò di cui siamo addolorati... bella...

Tonia Fracella8 novembre 2013

Intensa poesia che apre le porte ad una profonda riflessione sui dolori e situazioni della vita. Versi che toccano nel profondo... Complimenti

Riccardo Ruschetti8 novembre 2013

Non si è mai pronti per certi dolori... e da ragazzi lo si è ancora meno! Parole che in vernacolo giungono inizialmente quasi fosse uno scherzoso incedere, ma che invece, con l'andar dei versi, rivelano una verità che colpisce ed affonda.

Salvatore Masullo8 novembre 2013

Magistrale vernacolo che sa dipingere i chiaroscuri del dolore, le tonalità con cui vibra il cuore in quei momenti di fanciullezza che prematuramente si abitua ai dispiaceri e cresce con gli anni prima del dovuto. La scena è ancora vivida negli occhi, forse non si è nemmeno attenuata con gli anni e la ferita rimane sempre aperta negli occhi e dentro il cuore. Nella vita, dico sempre, quando perdi un genitore non ti senti più figlio, perché non c'è più chi ti chiama "bambino/a mio" anche se hai un'età matura... La chiusa finale è molto malinconica e struggevole, ma è una di quelle frasi che dice tutto, un sigillo alla sofferenza, un'affermazione uscita dalla bocca insieme ad un grande sospiro dell'anima! Sei brava e profonda come al solito!

Fiammetta Campione9 novembre 2013

Hai saputo raccontare il dolore vero, quello che colpisce inaspettato e spietato, con versi molto efficaci che trasmettono il profondo messaggio con grande intensità.

D
Delinquente20 dicembre 2013

Tra le righe di questa bella poesia, si sente tra un singhiozzo e l'altro, una ragazzina urlare

Alberto De Matteis27 agosto 2024

Il dolore bussa alla porta quando vuole, senza alcun preavviso, e a volte, chi è colpito da tale luttuoso evento, quando si è nel pieno degli anni. La poetessa Carla Composto ha saputo con delicatezza e tanta espressività far partecipe il lettore di un tale inconsolabile trapasso.