Tempo d'autunno
Perché non m'è dato d'essere limitato
come è voluto alla gente altrui
e fa del mio pascolo malandato
un vivere contorto di giorni bui?
Quanto ancora invidiare la dimora
di quei sogni così realizzabili,
con un'anima senza posto né ora,
e i piccoli giochi desiderabili?
E' il mio perenne autunno, l'aspettare quella vita,
l'affanno d'asciugar lacrima con altra lacrima
altra legna, e ancora legna, poi: solo cenere appassita
in cui solchi le tue dita, onde grigie fatte rima
lava l'aria questa polvere, sì, già sbiadita
abbracciando solitudini, mie compagne più di prima.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!