Gabbiano

Sei gabbiano, vai leggero e silente,
pellegrino nel cielo del mondo.
T'adagi in soffici aliti di vento
respiri calmo l'aria dell'universo.
Viri e vaghi nello spazio
giochi con linee d'orizzone.
Libero nella natura
plani sul blu specchio.
Or piangi per i baci del vento,
di sue carezze, dei suoi fruscii.
Hai, dell'ariete il fare,
sfondi il cielo
e rotoli al di là delle nuvole.
Turbato divieni,
dabbasso quella sfera
par stinta, una cenerina zolla,
fosco è lo spazio
in cui si sospende.
S'opaca il tuo cristallino
che pur nel sogno
lancia lacrime al ritratto
di un'antica serenità.
Smarrita.
©
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L'autore
Massimo Curzi
" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.
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