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Riflessioni 16 novembre 2013 · lettura 1 min · 1749 letture

Eclissi

Giuseppe anfortas Guidolin 60 poesie pubblicate
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Sbriciolano pensieri affilati dal vento sotto una cenere che brucia le ossa per un fermento abbandonato lontano risuona stonata la voce degli uccelli le hanno strappato la sua veste bambina anche il desiderio si è fatto d'aria richiamo impreciso tra le risposte del tempo assolo sgraziato nel canto dell'anima non resta che stare seduti sul cuore fermarsi di nuovo a sentire il suo passo
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talvolta quando si fa buio nell'anima e ogni visione sembra svuotarsi o defomarsi la tentazione è quella di lasciarsi andare, abbandonarsi alla deriva ... forse invece è un'opportunità, il momento giusto per fermarsi e raccogliersi nel cuore a riascoltare il suo respiro

L'autore
Giuseppe anfortas Guidolin

Abbozzo parole in nero risposte criptate azzardo scommesse truccate cerco quest'io sedotto e lusingato attore clandestino succube innato plagio nascosto di un dio che gioca ancora a dadi Ciao a tutti, sono Giuseppe informatico e poeta di Vicenza segno zodiacale Gemelli mi piace leggere, scrivere, cerca

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Commenti (9)

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Sara Acireale16 novembre 2013

Non sempre l'anima "vola". Ci sono dei momenti nella vita in cui tutto si fa buio, si vede nero e l'anima è stanca, non vuole rinascere. In noi si accentua il grigiore e l'apatia, non si riesce a vedere la luce, nemmeno uno spiraglio nella densa nebbia. Sta a noi, SOLTANTO a noi riuscire a sbloccare la situazione e uscire dal letargo. Non bisogna assolutamente lasciarsi trascinare alla deriva ma fare un'analisi concreta e completa dentro l'inconscio per trovare il filo che si è spezzato e ricucirlo con delicateza. Così, seduti sul cuore "sentiremo ancora il suo passo"...Un'introspezione attenta e consapevole...

Paola Vigilante16 novembre 2013

Una poesia dalla quale traspare la profonda vena introspettiva dell'Autore e la sua straordinaria sensibilità. Sensazioni quelle descritte nella poesia che riesco a comprendere profondamente; succede durante il proprio percorso di avere dei momenti di smarrimento, l'importante è non farsi vincere da questi e restare sempre in ascolto del proprio cuore. Poesia dai toni malinconici, profondamente sentita, apprezzata e condivisa.

Antonio Biancolillo17 novembre 2013

Attese fra le più emozionanti quelle d'amore, vivide e talmente lontane da scavare un abisso nel cuore. Attese di una vita che non puà essere ma di cui non si conosce la strada della rassegnazione. Versi di intensa sofferenza, sentiti ed apprezzati nel profondo... eterei che racchiudono un sogno... l'anelito all'amore come vagheggiamento ed estasi... un sentimento di abbandono che si dilegua nell'incombere della realtà...Chiusa sublime connotata di malinconica speranza... sempre... Molto apprezzata...

L
Laura Di Vincenzo18 novembre 2013

Il buio dell'anima fa perdere il senso del vivere, intrappola in visioni coperte da quella polvere antica che oscura i colori di una nuova alba, ma può essere anche colto come forza per sentire nuovi battiti del cuore. Versi che condivido ed apprezzo, una riflessione che avvolge con malinconica speranza.

Cinzia Gargiulo19 novembre 2013

Ci sono momenti in cui il buio dell'anima è così intenso che ci sembra di soccombere, tutto appare inutile e non si riescono a vedere vie d'uscita... eppure è proprio in quei momenti che si scoprono risorse a noi stessi sconosciute, questo avviene fermandoci ad ascoltare il nostro cuore nella cui profondità troviamo quel piccolo raggio di luce che ci farà risorgere. Introspezione acuta che denota sofferenza e sensibilità, molto apprezzata.

rosanna gazzaniga21 novembre 2013

Un'anima dalla veste strappata... versi di grande sensibilità che penetrano a fondo... Nell'ultima strofa tutta l'angoscia di una lunga attesa!

Rita Minniti27 novembre 2013

E' proprio quando l'anima sembra allontanarsi, abbandonarsi a sè che si cerca disperatamente di risalire. E' quando lo sconforto prende il cuore e lo attanaglia in una morsa senza fiato, che l'anima si ribella e risale, risale dal fondo impiegando tutte le sue forze. E quale momento migliore se non quello di quando ci sente avviliti, sfiancati, disidratati. Di quando"risuona stonata/la voce degli uccelli",e il canto di un'anima è fioca, senza note. E così,come scrive l'autore,"non resta che stare/seduti sul cuore",quasi a tenere strette le ferite strofinandoci sopra quell'unguento che possa risanarle. Perché è in questi momenti che si trova la forza di risalire dal fondo, con tutte le forze, con tutta la voglia e la forza che si ha di vivere.

valentinatortora1 dicembre 2013

"Trovo apprezzabile lo stile fine e le tematiche di questo autore, dotato di vena introspettiva e sensibilità... Inoltre, lo ringrazio dei gentili commenti, che apprezzo sinceramente... Auguri... in anticipo..."

Duilio Martino7 gennaio 2014

Bisognerebbe farlo spesso... fermarsi ad ascoltare il passo del cuore... per poi riprendere il cammino. Ottime riflessioni espresse in versi ben stilati.