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Morte 20 novembre 2013 · lettura 1 min · 2833 letture

Natura Ribelle

Carla Colombo 278 poesie pubblicate
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Straripante eclissi di testimone luna agonizzante in turbolento cielo, pianeti solitari piangono sangue, stelle urlano nell'eco che solingo ritorna in bilico su ponte spezzato sullo Stige che nero esonda, cancellando vite qualsiasi con secchiate di vernice relitta su tenui disegni di colori pastello. Uomo, tu ora lanci palloncini bianchi in aria ma nella conta casuale teschi ridono vittoria, oggi tocca a loro, domani a chi?
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In ricordo delle vittime dell'alluvione di Olbia 18/11/2013

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Carla Colombo
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Commenti (6)

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Catia Dinoni20 novembre 2013

Nel brivido che mi percorre leggendo questi versi mi chiedo quei palloncini bianchi... li vedranno in cielo?...D'impatto emotivo, avvolge nello sguardo ci stritola il cuore, amaramente sconfitti sul seme dimenticato di questa terra... terra maltrattata, martoriata, insudiciata, rinchiusa tra il cemento... l'unica che urla il suo dolore così forte e riversa le sue lacrime nell'oscuro "Stige"... oggi raccogliamo la sconfitta e domani?...Il domani va cambiato.

Simona Biancolin20 novembre 2013

Un grido di dolore questa bellissima poesia. Dalla descrizione di questo disastro universale in cui persino i pianeti si ribellano e "piangono sangue", all'esondare del fiume del lamento, fino alla domanda finale che rinchiude in sé tutta la sofferenza dell'anima... La vittoria della morte sula vita è indubitabile e meravigliosamente descritta... E' proprio così... l'uomo continuerà a lanciare palloncini nell'aria, impotente di fronte al suo triste destino... ottima riflessione e stupenda poesia.

Massimiliano Moresco21 novembre 2013

Poesia scritta con irruenza, molto passionale e rabbiosa. In questo testo si vuole evidenziare, a mio avviso, quanto la natura sia indifferente ai bisogni umani, lei svolge il suo corso senza preoccuparsi dei fatti, dei tormenti e della pene dell'essere umano. Quei palloncini gettati in aria come segno di resa, nei confronti di una forza superiore, sono solo un palliativo incapaci di intenerire alcun cuore.

Riccardo Ruschetti21 novembre 2013

E' forte l'irruenza percepita da questi versi, dove il turbamento si palpa con mano e dove la chiusa ci pone una domanda inquietante dalla quale non si fugge. Oggi i "palloncini bianchi" (che interpreto come metafora di pensieri leggeri..."pesi senza peso" che volano qua e là incuranti del volo intrapreso) per tanti aleggiano ancora, ma domani... cosa dirà il destino? Un grido amabilmente verseggiato che "trasmette"...

Tonia Fracella22 novembre 2013

Una terra che si ribella nel passaggio del tempo, che sfuma di scuro i tratti del destino... Poesia di grande impatto emotivo che in versi profondi intreccia la tristezza ... per i brutti episodi che avvolgono il mondo. Incisiva. E porta a riflettere.

Antonio Biancolillo23 novembre 2013

Reazioni nella logica freddezza di una natura di valori abusati... nell’abuso del creato... convinti vanamente di bastare a noi stessi senza essere interdipendenti con quello che ci circonda... ed ecco che il tutto si ribella portando con sé ...senza distinzione... nelle oscure ombre il destino di tanti... Di forte impatto la chiusa ... "oggi tocca a loro, domani a chi?"... Una verità e una domanda a cui dobbiamo trovare le giuste risposte... affinché non possa accadere ancora... Un grido di dolore che bisogna tenere sempre a mente... Molto apprezzata per intensità espressiva dei versi...