Corro
Nell’aire qual dardo
mi scaglio gagliardo,
il segno da ficcare
d'animo fochi d'asfissiare.
Il turpe vò a fuggire
degl’ incubi cessi l'accanire.
Pel pianeta passi fan tamburo
per la meta desto sicuro.
Corro svelto più del cuore
gorgia in testa il suo bollore.
Miro al cielo, al sole lento
nel suo antico portamento.
Saggio d'aria per sete
lunge ancor il sogn di quiete.
Seppur stremato, ancor fiero
movo tosto pel sentiero.
In fronte alla meta
si scorge al fin, la fin lieta.
Terra vien, mi cinge arricchita,
di sereno or, mi guarda la vita.
©
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L'autore
Massimo Curzi
" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.
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