Calunnie

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su
Commenti (18)
poesia di grande effetto e condivisione a pieno... bella la nota e il suo valore spirituale...
Niente di più deleterio e di obbrobrioso della calunnia che, come si canta nel Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, inizia come un venticello, un'auretta assai gentile... piano piano, terra terra, va scorrendo, va ronzando, nelle orecchie della gente... ed infine... le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar. Una lirica molto attuale e la brava Autrice ha fatto molto bene a citare nella nota il Vangelo di S. Giovanni.
E' come parlare (almeno per me) della macchina del fango, Strumento di vomitevole e abietta strategia. La calunnia è equiparabile alla falsa testimonianza o peggio. L'autrice ha trattato un argomento umanamente doloroso con estrema bravura.
Al di là del significato intrinseco dei versi, questa poesia è la dimostrazione che anche "le brutte parole", che suggeriscono stati d'animo e immagini per niente belle, possono creare comunque della bella poesia. La trovo eccelsa.
Mai furono così appropriate parole, versi e ritmo per descrivere in una poesia l'essenza e gli effetti deleteri delle calunnie. L'Autrice descrive il termine con immagini e metafore che sembrano fotografare appieno l'idea da rendere. Nella chiusa finale il destino riservato alla calunnia e a chi ne fa mestiere di essa ("in paludi annegheranno,..."). Brava, come sempre, l'Autrice che coniuga verbi e parole in modo come sempre mirabile e significativo.
Poesia che riesce a trasmettere la rabbia dell'autrice. Un rabbia autentica, vivida, sembra quasi di avvertirla, toccarla. Un pugno nello stomaco il quale ti rende consapevole dellindignazione di Carla su un argomento che con chiara evidenza tocca personalmente l'autrice.
La calunnia è un obbrobrio per la società. I calunniatori sono dei vigliacchi che agiscono alle spalle dell'ignara vittima, seminando veleno ma alla fine questi esseri abbietti annegheranno in una palude di fango. La Poetessa ha reso magistralmente l'idea in questi versi ben stilati...
Bella riflessione; condivido pienamente il pensiero della brava autrice. Non c'è nulla di peggio della calunnia. Poesia ben strutturata e tema apprezzato.
Una descrizione attenta e veritiera della calunnia, sentimento negativo che offende la dignità del calunniato e riempie di viltà e miseria il calunniatore. Un'opera che, a mio avviso, è solo dettata dall'esperienza.
Non c'è male peggiore che calunniare, non solo l'autrice ne evidenzia nei versi il valore negativo ma pronuncia una chiara sentenza di condanna ai calunniatori che purtroppo in questa società votata all'oppourtunismo non sono pochi.
I calunniatori sono condannati dal terzo comandamento "non uccidere" perché è omicida chi condanna il fratello e ne uccide la reputazione. bocche e occhi che nella loro bruttezza (sono convinta che la bruttezza da interiore divenga nel tempo anche esteriore) si condannano da soli. nello sguardo del calunniatore manca la luce, le sue pupille sono due orbite buie. poesia ben costruita che esprime efficacemente il senso di repulsione che produce la sola vista del calunniatore
La calunnia è un venticello... che nel suo vortice trascina... e se anche colpe lui non ha... difficilmente qualcuno lo crederà. Bella poesia che con giuste parole aborrisce la calunnia
La malignità e la cattiveria disgraziatamente offre sempre spunti per riflessioni, molto più che la bontà e l'amore... ma l'autrice riesce sempre a velare con eleganza anche le meschinità di questo mondo... brava.
Un lessico ben..."condito" da numerevoli aggettivi che non lasciano dubbi su quello che è il pensiero dell'autrice su questo tema (efficacemente sottolineato nella nota accompagnatrice). Credo che la calunnia sia davvero uno dei peggiori peccati che un essere possa macchiarsi... la falsità escogitata per far del male... terribile... ma quante volte ne abbiamo quotidianamente il riscontro e quasi... non ce ne accorgiamo!
Versi serrati e incisivi per condannare la calunnia molto diffusa per oltraggiare con cattiveria strategica persone che vengono messe all'angolo da parole pesanti che crocifiggono. Il verseggio è molto ricco di aggettivazioni che ben esplicano "questo vizio malvagio ".Lirica letta con ammirazione per la potenza espressiva. Il mio plauso!
Indubbiamente un bruttissimo vizio, la calunnia. Proviene dalla ignobiltà di chi per gelosia, inferiorità si procura un piacere effimero ma che alla fine ricade proprio su se stesso. Tutto questo viene descritto dall'autrice con forza proprio ad esaltare la negatività di questa pratica molto diffusa ai giorni nostri. Molto apprezzata.
La calunnia oltraggia chi ne è oggetto, anche se chi la lancia è una persona di dubbia moralità. Coloro che lanciano calunnie, per me, sono anime nere e dovrebbero marcire nel più profondo dell'inferno. La calunnia è pura cattiveria o invidia che rode dentro la persona che non vale niente e crede di danneggiare colei che invece ha dei meriti. Una lirica energica e sdegnata da parte dell'autrice che mette a nudo questa infamia. Il mio plauso!
Bene ha fatto l'autrice di questa poesia a riproporla. La calunnia è un venticello... nella famosa aria di Rossini. Ottimo testo.
















