Il Bambinello e il barbone
Anche se quel Bambinello
vivo non può più tornare,
il Natale è ancora bello
se al suo posto sai trovare
qualche uomo poverello,
cui moneta puoi lasciare:
ugualmente poverino,
come il Bimbo nella culla,
anche se gli piace il vino,
lui di male non fa nulla;
al benessere è vicino,
più di tanti gran signori,
al benessere divino,
pure se dorme là fuori.
Se tu, bimbo, una moneta
prendi e metti nella mano
di quel povero, una lieta
aura avvolge te pian piano:
è quell'aura che fratelli
fa sentir tutti nel mondo,
che ci dona attimi belli,
un piacere assai profondo.
Ma, nel dargliela, bambino,
non mostrare indifferenza:
cerca d'essergli vicino,
regalargli la tua essenza.
Se lo guardi dentro agli occhi,
lui ti donerà col viso
più che inutili balocchi:
un sincero suo sorriso.
Lasciam pure il Bambinello
nel presepe, a riposare:
il Natale è ancor più bello
se un supplente suo trovare
noi sappiamo, un poverello
che possiamo un po' aiutare!
🌐
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Leone Franco13 dicembre 2013
Antonio Terracciano offre sempre notevoli spunti di riflessione, sia nei suoi racconti che nelle sue poesie. In questa lirica ha mostrato davvero il suo talento di poeta oltre che di "cronista" del nostro tempo. Apprezzati molto gli endecasillabi che nel loro incedere ritmato e musicale inducono il lettore a prestare ancor più attenzione al messaggio che viene rivelato in quelle righe. Davvero c o m p l i m e n t i!
