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Poesia 12 dicembre 2013 · lettura 1 min · 1703 letture

Fuori dal Coro

Carla Colombo 281 poesie pubblicate
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Stride il tintinnio delle renne nella neve che raggela dentro, lucine colorate dispettose punzecchiano occhi infastiditi, cornee ipersensibili violentate da melenso candore ostentato, sacrilegi di canzoncine stucchevoli pugnalano anime recalcitranti nel buonismo dilagante a nascondere valori perduti. "Shhh piano, urla piano, non vorrai mica rovinare la magia del Natale!"
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Le festività possono acuire insofferenze sotterranee

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Carla Colombo
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Commenti (6)

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Elle12 dicembre 2013

Versi che sottolineano un particolare stato in cui tutto ciò che brilla, quel grande luccicare contrasta con le situazioni reali, personali... che poi ritroviamo anche in molte famiglie. Un malessere interiore, sofferenze, vissute, spesso a ridosso delle feste affievoliscono tutto quello scintillare di felicità che non sempre coincide. Poesia energica, con una chiusa frizzante ed acuta.

Massimiliano Moresco12 dicembre 2013

Talvolta la nostra situazione interiore contrasta nettamente col luccichio delle mille luci, con l'ostentazione della felicità, quindi forzata e, quindi, finta. Tale idiosincrasia forse è la spia di quel qualcosa che non va in una festa che, invece di celebrare la Nascita, celebra l'opulenza.

Riccardo Ruschetti12 dicembre 2013

E' ovvio che ognuno tenda a guardare nel proprio "orto" e lì cercare quelle motivazioni e quel calore attraverso i quali siamo abituati a percepire il "sapore" del Natale secondo gli stereotipi assimilati nel tempo. Ma se ci preoccupassimo maggiormente ad alzare lo sguardo non soltanto per vedere ciò che accade oltre il nostro uscio, ma per "agire" e dare il nostro piccolo contributo... Brava l'autrice nel ricordarci che la "verità" va oltre certe apparenze... e che per qualcuno (e forse ben più di qualcuno...) certe festività sono ulteriore motivo di frustrazione interiore.

Simona Biancolin12 dicembre 2013

Poesia incisiva che mette in risalto il forte contrasto che si sta creando tra le anime nobili, insofferenti, la cui "cornea" è ancora vergine e lo sfarzo natalizio che dilaga in mezzo ad una società priva di valori in cui nonostante i colori e i fronzoli delle feste, tutto si sfascia e si spegne. Ottima riflessione, pienamente condivisa.

Catia Dinoni12 dicembre 2013

Fuori dal coro... a questo sentire, il vivere le festività nell'apparente scintillio a volte nasconde altro... eventi di varia natura possono amplificare enormemente un vuoto, una mancanza, un bisogno, non si può certo trascurare anche quel consumismo che rende tutto così scialbo... i veri valori sono da ricercare altrove dal semplice ricordarsi d'un giorno... bene questa espressività che esce dalle righe come una sorta di monito a ritrovare il senso il vero senso del Natale, apprezzato molto quel punzecchiare sottile che l'autrice ricama.

nemesiel12 dicembre 2013

Fuori dal coro? No, l'autrice è nel pieno del coro... di quel coro silenzioso fatto di pensieri tenuti celati, di ipocrisie forzate e desiderio solo di intimo tepore, quel coro che nasconde perchè...si sa com'è "non si vive fuori dalla storia" come diceva il grande Luigi, quel coro dove i dolori dell'anima diventano intollerabili in quella forzata "magia"...Mi piace quest'urlo, niente contro il Natale... se fosse davvero Natale