A te (2)

Commenti (10)
...la ferita è molto fresca, ancora aperta e questi versi ne sono un segnale forte. Bella poesia, molto scorrevole.
Quando la delusione scalfisce l'anima, si apre una profonda ferita che resta nel tempo e nell'avvicinarsi delle festività si avverte quel clima di vuoto. Il rancore tende a mietere tristezza e il cuore avverte un senso di profonda assenza di valori. L'amore, l'amicizia e altre forme di quieto convivere, quanto vengono oltraggiate lasciano tanto strazio nel cuore. Una lirica scritta in un momento di malinconica ispirazione, però strutturata molto bene. Apprezzata.
Si avverte una grande delusione. L'amicizia si fonda su basi di un rispetto puro. Quando precipita in parole d'astio anche senza senso va a graffiare su pareti profonde, proprio li dove aveva impiantato le sue radici.
Traspare in ogni verso l'amarezza, quella delusione di aver perduto un pezzo di visione di qualcosa che appariva forse sotto una luce diversa, ora ne è velata dal filo d'ombra, incisive e forti parole nel groviglio dell'anima... ci si arrende sugli scogli, regalando l'assenza del proprio sguardo. Lirica di profonda bellezza, colpisce il dolore nell'averla scritta.
Versi che scottano di dolore e hanno il sapore di ferite aperte... percorsi di vita, inciampi dolorosi che fanno parte dell'esistere e della instabile, fragile, sconosciuta essenza dellessere umano. Bei versi, limpidi e cesellati come quelle parole incise sul cuore.
Probabilmente solo la poesia ha questa capacità di far evaporare questa rabbia silente ma manifesta nel nostro profondo. In questo contesto, Carla riesce bene nel suo intento grazie all'utilizzo di vocaboli e metafore catartiche.
Versi molto belli e e originali nella loro mestizia e nella loro malinconia. Mi ha colpito molto la parola "scalpellini" perché mi sembra di evincere dal contesto che si tratti di un incrocio linguistico tra "scalpello" e "cappello"??, una specie di parola macedonia. Quindi oltre al valore letterario segnalo con piacere anche l'innovazione linguistica.
Non conosco i motivi che abbiano comportato il tono amaro di Carla in queste righe... certo è che il Natale, col suo buonismo "a tutti i costi", può "forzare" certi equilibri che non meriterebbero essere toccati. Evitare, quindi, di fare i fatidici a chi non ci si sente proprio di farli per 1000 motivi... può essere vista per me pure come un'azione intelligente che evita qualunque possibilità di riapertura di vecchie possibili ferite. Anche se così facendo... dentro di noi, quello che Carla definisce "cimitero", continuerà ad allargarsi a macchia d'olio... croce dopo croce! Il perdono nasce dal cuore... non certo dalle labbra! Una lirica che fa riflettere... molto... molto molto...
Una stupenda poesia, mi preme sottolineare che questa amarezza rivolta all'universo donna che subisce in modo palese la violenta aggressività fisica e bestiale e quindi come non accompagnare con amarezza questo periodo di festività che non scema il dolore che è stato inferto.
Si manifesta forte l'amarezza e la delusione nel sentire dell'autrice, credo per un'amicizia per tanto tempo ritenuta sincera e leale, trasuda anche la rabbia in quel trattenersi, e in quella splendida chiusa, nella rassegnazione ad aggiungere una croce, una croce senza fiori.









