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Introspezione 18 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2737 letture

Chiodi nel Cuore

Carla Colombo 278 poesie pubblicate
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Lentamente riemergo dal suadente campo minato ferite cucite con filo spinato gocce rosse coagulano sull'oscuro baratro becchi rapaci picchiettano a ripulire la scena E allora io fuggo fuggo lontano troppi chiodi atterrano il cuore, angoli acuti ottusamente scagliati sibilando livore Vorrei essere sfera gommosa rimbalzo di pugnali che non scalfiscono la coerenza del cerchio la grande bellezza di anima inviolata
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Commenti (6)

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Francesco Rossi18 dicembre 2013

Angoli acuti, spigolosi che feriscono, un campo minato dal dolore e dalla sofferenza in questa introspettiva poetica aperta alla percezione del lettore.

Elle18 dicembre 2013

Un dolore intenso trasmettono questi versi, profondo e acuto come la visione di questi chiodi conficcati nel cuore. Ogni parola gocciola come ferita aperta e sanguinante, di qualcosa che si è subito, a torto e mai a ragione. Sono chiodi che il cuore assorbe a poco a poco o rigetta tutti all'improvviso... dipende dal perdono. Il perdono ha mani delicate, li toglierà ad uno ad uno...

Massimiliano Moresco18 dicembre 2013

È come se l'autrice avesse bisogno di una bolla protettiva per difendersi da tutto il male che gli piove addosso (forse dicerie, cattiverie gratuite? ) , una bolla dove potersi difendere da un mondo a lei ostile. Ed è un po la protezione che quasi tutti abbiam bisogno, quel luogo accogliente dove ricreare quell'unione prenatale col grembo materno. Ed è anche un bisogno di perfezione la ricercatezza di quel cerchio, un bisogno spirituale in antitesi con gli spigoli della realtà terrena.

Catia Dinoni18 dicembre 2013

Mi pervade un brivido leggendo questa lirica... quanto dolore emerge da questo poetare, ferite non saturate che sanguinano copiose, e quei chiodi pulsanti penetrano sul vivo, da tutto ciò prevale la voglia di fuggire, e cercare quella protezione anelando forse la sicurezza di un grembo materno... un ritorno alla purezza dell'anima. Colpisce molto per l'intensità con cui scritta, plauso all'autrice.

nemesiel18 dicembre 2013

Riemergere da un evento, da un percorso all'apparenza accattivante che si è, invece, rivelato insidioso ma tanto da procurare ferite che sanguinano apertamente. Si fa forte il desiderio di fuggire il dolore, soprattutto quello dell'anima... e insieme, la capacità di ritrovarne la bellezza e la forza perché niente possa scalfirla. Trasudano dolore e voglia di ricerca, equilibrio interiore... questi bei versi.

Riccardo Ruschetti19 dicembre 2013

Colpisce la..."suadenza" del campo minato che ha procurato tanto danno! Un danno dolorosamente ricucito dal quale è profondo il desiderio di fuggire via... di non percepire più nulla di ciò che è stato nel tentativo di ritrovare la propria anima smarrita! Ma... tant'è...quel campo minato, che tanta sofferenza ha procurato, viene visto comunque "suadente"...come se... un leggero brivido intrigante sia stato lasciato là in fondo... al ricucito cuore.