Fata
Sulla sbrecciata via
con suole bucate
a inseguir l'armonia
nel villaggio delle fate.
Bianche pietre appuntite
seminano dolore,
le gioie son ferite
ansima il vigore.
Sulla vetta appare
bella e luminosa
una fata d'arrivare,
fà tinto il ciel di rosa.
Lo sguardo concede
e trabocca un sorriso,
virtù della fede
lì sopra v'è il paradiso.
La distanza si fa breve
s'inchina il suo profumo
poi piano si fa lieve,
divien nuvola di fumo.
Occhio predatore
s'appanna la visione
speranza senza cuore
c'ha ucciso la ragione.
©
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L'autore
Massimo Curzi
" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.
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