"Leggimi"
antonello carnà
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Ferma
l'inceder tuo guardo
sulla soglia d'un mio dire
che non s'ode
ed
ascolta il tuo altro
che silente già cammina
al passo del mio
e
perditi in me
com'io in te
s'un lontano ch'è vicino
in
obnubilate distanze
di pensier tuoi
carezzati
da sconosciute mie parole
che mai odrai.
E
nel silenzio
del tuo legger
a te
mi regalerò
senza le miserie
ed i clamori d'un mondo
che più non
ci separerà.
E
sentirò
il tuo sguardo
danzare
fra i rami dei miei ciliegi
in balia
del tuo alito d'anima.
Lascia
or cadere
l'assediato scialle
dei dolor terreni
ed
improvvida bruma
cancellerà
carnali confini
di nostri corpi evaporati
al desio
d'un mio dire
d'un tuo dire
che divengon aratro
d'un cielo
di dolce tua
dolce mia follia.
Ed
or... ti prego...
non lasciar più la mia mano
nel naufragio
d'un calamo
sul caduco equilibrio
d'una sol gamba.
Io
son l'azzurro inchiostro
del vento
e con lui m'invento
ma sol con te
divengo
volo d'un senso
sconosciuto
e tu
ala d'un cielo
che non spiego
in un verso
che m'inchioda
l'anima.
Sgorgherà
dolce ferita,
sorgiva
acqua di rose
in divenir fiume
di tuoi silenzi
e mie liquide parole.
Or
lasciami naufragar
e lasciati naufragar
in un volo
senza "Moire"
in infinito viaggio
di me in te
e di te in me,
nel
silenzio
del tuo nome
che non conosco
che si sgrana
fra le mie dita
che
non conosci.
©
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antonello carnà
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