L'attesa forse l'ultima

In fondo
alla mia strada
il sole s'accapiglia
con le nuvole,
mentre t'attendo
mi invento il giorno.
Tra le dita
sul foglio bianco
una penna fantasma
traccia la rotta
di pensieri distratti
o forse spenti,
forse un rifugio
per la mente imbalordita
da un'oscura regia.
Tutte parole
già state dette
fino a stancare
l'ultimo palpito del cuore.
Null'altro mi resta
se non affidarmi
allo scorrere di ore
oltre le dune immobili
del tempo
e riposare la mia anima
tra le carezzevoli braccia
di Psiche.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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Silvia De Angelis4 gennaio 2014
Un poetare profondo e raffinato, che si legge piacevolmente, per le intense immagini che trasmette alla mente del lettore... Versi molto apprezzati

