"Mandorle amare"
antonello carnà
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Dissangui
sfocati orizzonti
al limitar d'una siepe
che scora il passo
d'una storia incompiuta,
improvvida bruma
s'uno sguardo obliato
da un cielo viola
e blu cobalto.
Un amaro smarrimento
d'occhi ormai distanti
e schiuse labbra
ad invocar brevi respiri
sulla favola bella.
Son ultimi
dolci dolorosi esausti
rintocchi d'un cuore
che speme e ancor dispera
terrena gioia
che s'allontana come sbuffo
d'un treno.
E' biglietto di sol andata
al libero grido
di luce ed anima
che s'infrange attonita
su limpida calma
d'inconoscibile apotema.
Permane
sol l'immobile
scorrer del tempo
sulla vuota giara
d'amatissimo corpo.
Una rondine
spicca il volo...
è il tuo infinito attimo d'amore
ove cucirò terrena attesa
con l'ago dell'anima
Madre mia.
©
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L'autore
antonello carnà
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Elle14 gennaio 2014
Lirica immensa come l'amore che non ha confine e tutto abbraccia, tutto muove. Amore verso la propria madre che permane in essenza a vigilare e proteggere ed abbracciare ancora. Sofferenza tra i versi che innalzano con purezza quel saluto che ricongiunge, mai abbandona, eterno resta addosso, dentro, immacolato, infinito, intimo, proprio, assoluto.

