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Introspezione 18 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2407 letture

Linea della Vita

Carla Colombo 278 poesie pubblicate
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Mentre muore il tempo sempre più muoio io il vuoto mi morde in un cerchio di ghiaccio brividi e graffi di rami spogli sulla nuda domanda nel silenzio di una risposta muta - dove sto andando? - A che punto mi trovo di questa assillante linea della vita che si accolla ai miei passi alle mie mani che amo e amano ombra nascosta di muto presagio presaga presente di destino silente Vorrei scartavetrarla, cancellarla, ripudiarla, strapparla via ma è sempre lì, nemica insediata impossibile da sfrattare costante nelle variabili punto fisso nelle incognite e mi guarda sibillina come ora nel silenzio latrante che abbraccia i miei pensieri così oscuri questa notte così tetri e stanchi ma domani, domani forse no!
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Commenti (5)

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carla composto18 gennaio 2014

la paura dell'essere umano, del dover morire... intenso il guardare la linea della mano come riferimento... versi profondi che arrivano diretti al lettore, valente poetessa...

Catia Dinoni18 gennaio 2014

"Dove sto andando?" L'incognita della vita segue linee tracciate dal destino, scrutiamo quella mano come se potesse parlare, dove cerchiamo assillanti risposte all'infinito porsi di domande, quali certezze si ha?...di mani che comunque sanno amare ed essere amate, che sanno posarsi in carezza per lenire il dolore di un individuo, tutto questo non può essere destino silente... i gesti parlano da soli, quelli concreti, attraverso il tempo che ci sfugge tra le dita. Ciò che abbiamo saputo ricamare, ecco tutto questo rimarrà per inciso sulla linea dell'anima a cui abbiamo donato tanto amore.

nemesiel18 gennaio 2014

"ma domani, domani forse no!" Si, domani sarà diverso perché quelli snocciolati nei vividi versi dell'autrice sono le domande che ricorrono, che si affacciano alla mente nei momenti bui o nei giorrni di ombre dell'esistenza. La vita e il tempo che scorrono su un sentiero che "vogliamo visualizzare" fisicamente ma che resta per tutti una incognita che fa paura sia per gli accadimenti che vivremo sia per l'ineludibile meta finale. "alle mie mani che amo e amano ombra nascosta di muto presagio presaga presente di destino silente" qualunque sia l'identità di ciò che chiamo destino, esso non può che restare silente ed è giusto che sia così...però, abbiamo quelli mani che amano e che amiamo ed è quella l'unica certezza da seguire.

Massimiliano Moresco19 gennaio 2014

Mi piace molto per l'irruenza e il sapiente uso delle parole con cui viene espressa questa poesia. Sembra che l'autrice voglia urlare al cielo quanto il destino sia sovrano nei confronti della sua esistenza e di come probabilmente vorrebbe liberarsi da questa gabbia per far valere la propria autodeterminazione.

Riccardo Ruschetti19 gennaio 2014

Il lento gioco di linee che s'incrociano... la linea del cuore con quella del destino, danno vita a quell'impronta che, indelebile, segna la nostra vita. Una domanda che si ripete... che smonta, ma poi si rafforza in una chiusa che trasmette tutta la speranza riposta in se stessi, nella propria capacità di dare una svolta e forza al passo fin qui tenuto.